Spoleto non è solo Longobardi e Medioevo. Nel palazzo settecentesco dei Collicola, a pochi minuti dal Duomo, vive una delle raccolte di arte contemporanea più interessanti dell’Italia centrale — quella che il cliente di casa chiama, non a torto, «il meraviglioso museo Carandente».

Chi era Giovanni Carandente

Storico e critico d’arte, Carandente lega il suo nome a Spoleto soprattutto per la mostra Sculture nella città del 1962, che portò nelle piazze e nelle strade le opere di artisti come Alexander Calder e David Smith. È a quella stagione che risale il rapporto tra la città e la scultura contemporanea di cui restano tracce permanenti nello spazio urbano.

La galleria civica d’arte moderna che porta il suo nome raccoglie opere del Novecento italiano e internazionale, distribuite nelle sale del palazzo insieme agli appartamenti nobiliari storici.

Cosa vedere in città

L’opera più nota rimasta all’aperto è il Teodelapio di Alexander Calder, la grande scultura nera davanti alla stazione: la prima cosa che vede chi arriva a Spoleto in treno, e un modo diverso di entrare in una città medievale.

Un pomeriggio basta per palazzo e collezione. Orari e giorni di chiusura sono da verificare sui canali ufficiali del Comune.