Il vantaggio di dormire dentro le mura è che l’itinerario comincia appena chiusa la porta di casa. Spoleto si sviluppa in verticale sul colle Sant’Elia, e quasi tutto quello che vale la pena vedere sta in un raggio di dieci minuti a piedi da via Monterone. L’auto resta ferma: la città è in zona a traffico limitato e i percorsi meccanizzati fanno il lavoro delle salite.

Piazza del Duomo, il punto da cui partire

La scalinata che scende in piazza del Duomo è uno degli affacci più belli dell’Italia centrale. La cattedrale di Santa Maria Assunta fu consacrata nel 1198; la facciata romanica è chiusa in alto dal mosaico firmato da Solsternus nel 1207, e davanti si apre un portico rinascimentale aggiunto alla fine del Quattrocento.

Dentro, il catino absidale è affrescato da Filippo Lippi con le Storie della Vergine, dipinte fra il 1467 e il 1469. Il pittore morì a Spoleto prima di completare il lavoro ed è sepolto nella cattedrale, in un monumento disegnato dal figlio Filippino.

Il Teatro Romano e l’Arco di Druso

Poco più in basso, il Teatro Romano del I secolo d.C. è ancora usato per gli spettacoli estivi, e accanto sorge il Museo Archeologico Nazionale. Risalendo verso il centro si passa sotto l’Arco di Druso e Germanico, eretto nel 23 d.C.: era l’ingresso monumentale al foro, che oggi corrisponde a piazza del Mercato.

È piazza del Mercato il posto giusto per una sosta a metà mattina: bar, banchi di frutta e il fontanone seicentesco addossato alle case.

La Rocca e la vista sul ponte

La salita finale porta alla Rocca Albornoziana, la fortezza costruita dal 1362 su progetto di Matteo Gattapone, che oggi ospita il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. Girando attorno al colle si arriva all’affaccio sul Ponte delle Torri, dieci arcate ogivali che scavalcano il fossato del Tessino verso Monteluco.

Se restano energie, la basilica di San Salvatore — nel sito UNESCO Longobardi in Italia. I luoghi del potere — si trova appena fuori dal centro, sul versante nord.

Il Museo civico e la Casa Romana

Il centro storico di Spoleto visto dai tetti, con la chiesa di San Pietro sullo sfondo
La basilica di San Pietro fuori le mura vista dai tetti del centro storico di Spoleto

Sotto il Palazzo Comunale, a pochi minuti dal Duomo, si visita la Casa Romana: una domus di età imperiale con i pavimenti a mosaico ancora al loro posto, che la tradizione locale lega a Vespasia Polla, madre dell’imperatore Vespasiano. È il pezzo più sorprendente del percorso museale civico, perché si scende letteralmente sotto la città medievale e ci si ritrova in una casa romana.

Fanno parte dello stesso sistema museale civico anche la galleria d’arte moderna «Giovanni Carandente» di Palazzo Collicola e il Museo del Tessuto e del Costume: tre luoghi diversissimi fra loro, tutti raggiungibili a piedi dal portone di Antonia Home. Orari, giorni di chiusura e biglietti cumulativi sono da verificare sui canali ufficiali del Comune, perché cambiano con la stagione.

Il percorso meccanizzato, per salire senza fatica

Una via in salita del centro storico di Spoleto vista dall’alto
Le vie in salita del centro storico: i percorsi meccanizzati coprono il dislivello al posto vostro — foto: archivio Antonia Home

Spoleto è costruita su un colle, e il dislivello fra la città bassa e la città alta è risolto da un sistema di scale mobili, tappeti mobili e ascensori — quello che in città tutti chiamano il percorso meccanizzato. Collega i parcheggi di scambio ai piedi delle mura con il centro storico e con la Rocca, è coperto e funziona per gran parte della giornata.

È il motivo per cui l’auto, una volta arrivati, resta ferma fino alla partenza: Duomo, Teatro Romano, piazza del Mercato e Rocca si raggiungono tutti a piedi, e la salita la fanno le scale mobili. Un dettaglio che fa la differenza per chi viaggia con i bambini, con una valigia pesante o con qualcuno che fa fatica a camminare in salita. Ne parliamo in dettaglio nella guida Muoversi a Spoleto: ZTL e scale mobili.